Ingerenza della politica nella magistratura: lettera alla Presidenza della Repubblica

Ho inviato una lettera alla Presidenza della Repubblica, sull’ingerenza della politica nella sfera di competenza della magistratura. Riporto il testo integrale.

 

 

Egregio Presidente,
le scrivo per esprimere il mio rammarico e disappunto nell’osservare gli sviluppi dei recenti casi di magistrati che si sono trovati ad indagare su vicende che coinvolgono esponenti politici di primo piano e a cui e’ stato impedito di continuare ad occuparsi dei casi suddetti.
Trovo queste scelte del CSM particolarmente preoccupanti, in quanto motivate unicamante dalle dichiarazioni rese dai suddetti magistrati alla stampa e non dalle loro azioni in fase di indagini primilinari, da violazioni della legge, distorsione delle prove o altro.
Se si accetta il concetto che una figura pubblica puo’ essere rimossa dal suo incarico se le sue dichiarazioni alla stampa vengono considerate sconvenienti (secondo quale criterio?) o discreditanti della categoria, allora numerosi parlamentari avrebbero dovuto essere stati rimossi dal loro incarico: mi riferisco all’Onorevole Berlusconi quando ha pubblicamente offeso gli elettori del centro-sinistra, o alle dichiarazioni che incitavano i cittadini a non pagare le tasse, o ancora alle dichiarazioni dell’onorevole Gustavo Selva in merito alla partecipazione italiana alla guerra in Iraq, quando il suddetto onorevole disse che avevano dovuto mascherare la missione al Presidente Ciampi come una missione di pace, altrimenti non avrebbero mai avuto il consenso del Quirinale.
Ecco, io accetterei l’idea che si possa essere rimossi dal proprio incarico a causa di dichiarazioni rese alla stampa se questo concetto fosse applicato a tutte le figure pubbliche e non solo ai magistrati. Visto che cio’ non sta accadendo, non posso che essere in disaccordo con le scelte del CSM: queste scelte mi fanno pensare che la legge non sia uguale per tutti, ma che possa essere manipolata da chi ha il potere di influenzare le decisioni dei magistrati che tale legge devono applicare. In questo clima di sfiducia generale del cittadino nei confronti della politica, la sensazione che i politici possano impunemenete perseguire i propri interessi personali a discapito della Res Publica, mentre i cittadini comuni debbano subire le consguenze delle proprie azioni, non fa altro che allontanare il divario fra cittadini e politica. Questa classe politica non ci rappresenta piu’, da’ un cattivo esempio, non ha il senso del dovere, non sente di dovere servire lo Stato, non sente il dovere di amministrare oculatamente le entrate dello Stato (le nostre tasse), non sente di dover ascoltare le proteste dei cittadini su temi d’interesse nazionale e non si sente in colpa per tutto questo.
Cordiali saluti

Ingerenza della politica nella magistratura: lettera alla Presidenza della Repubblicaultima modifica: 2007-12-08T13:40:00+00:00da vic0824
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