Il Lavoro malato

In Italia c’e’ un malato terminale: il mercato del lavoro.

Con il protocollo sul welfare recentemete approvato il governo sta esegueno un’operazione di chirurgia estetica sul nostro malato, invece di estirpare il cancro che lo affligge.

Il governo dovrebbe disincentivare l’utilizzo del lavoratore precario da parte delle aziende come alternativa a basso costo all’assunzione di lavoratori in via permanente. Se l’azienda vuole utilizzare un lavoratore per un periodo di tempo limitato, che lo paghi molto di piu’ di un dipendente: a quel punto il precariato si chiamerebbe consulenza e sarebbe una scelta.

Gli strumenti per farlo si possono trovare, basta avere la volonta’.

Alcuni esempi:

– finanziare scuole di formazione professionale, in modo da permettere ai lavoratori di acquisire qualifiche che permettano loro di negoziare salari adeguati alle proprie capacita’. Premiare con sgravi fiscali le aziende che forniscono corsi di formazione professionale per futuri dipendenti. Queste attivita’ dovrebbero essere gestite a livello locale, in modo tale da indirizzare la formazione verso quei settori produttivi (diversi da area ad area) che piu’ necessitano di lavoratori qualificati

– modificare la legislazione che regola i rapporti di lavoro a tempo determinato in modo da favorire la creazione di un sistema in cui chi fornisce prestazioni lavorative a tempo determinato non e’ uno schiavo ma una figura professionale qualificata che fornisce al datore di lavoro uno specifico servizio che l’azienda non e’ in grado di svolgere altrimenti.

Il rapporto di lavoro occasionale non dev’essere un “favore” che l’azienda fa a un lavoratore precario, ma un servizio che il lavoratore fornisce all’azienda per un periodo di tempo limitato e come tale deve essere retribuito adeguatamente.

Se l’azienda vuole usufruire dei servizi di un lavoratore per un periodo di tempo limitato, vuol dire che non e’ in grado di svolgere una certa attivita’ con la forza lavoro di cui dispone ma allo stesso tempo non vuole assumersi l’onere finanziario di pagare un dipendente in piu’. Ebbene, per soddisfare queste esigenze il consulente (perche’ a questo punto non lo chiameremmo piu’ precario) chiederebbe ed otterrebbe una retribuzione maggiore rispetto a un dipendente con mansioni simili.

Insomma, se compro l’abbonamento annuale per i mezzi pubblici spendo 230 euro, se invece voglio comprare 12 abbonamenti mensili, spendo 12×30 = 360 euro. Lo stesso dovrebbe accadere nei rapporti fra lavoratori e datori di lavoro.

 

Un saluto,

Vittorio

Il Lavoro malatoultima modifica: 2007-10-22T22:40:00+00:00da vic0824
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